in

Trasformare i rifiuti organici in terriccio!

Tutti noi produciamo ogni giorno una grande quantità di rifiuti organici. Basta pensare alle bucce della frutta, alle puliture delle verdure, ai fondi di caffè e di tè ed agli avanzi di cibo. Coloro che hanno a disposizione uno spazio outdoor poi si trovano a dover smaltire anche gli sfalci d’erba, le potature delle piante e le foglie ed i fiori appassiti che tolgono dai vasi.

Insomma, produciamo una grandissima quantità di rifiuti organici che devono poi essere smaltiti correttamente se vogliamo dare una mano alla salvaguardia del pianeta, all’aria che respiriamo ed all’acqua che utilizziamo. Lo smaltimento dei rifiuti è da sempre una questione di primo piano per ogni ente istituzionale ed il costo legato allo smaltimento in discarica o in inceneritore viene inevitabilmente pagato da noi tutti, sia in termini economici (con la bolletta sui rifiuti) sia in quelli ambientali.

E se quegli stessi rifiuti organici anziché un costo diventassero una potenziale fonte di risparmio? Grazie ad appositi contenitori è possibile trasformare tutti i materiali biodegradabili in preziosissimo terriccio che potrà a sua volta essere utilizzato per rinvasare le piante o per concimare l’orto.

Compost domestico: perché riciclare e riutilizzare il materiale organico

Per comprendere l’importanza del compost domestico dovremmo prendere ad esempio la natura, dove nessuna fonte energetica viene sprecata ed ogni risorsa rappresenta una fonte di energia per altri esseri viventi, in un ecosistema perfettamente in grado di mantenersi autonomamente: la foglia secca che cade dall’albero viene trasformata in concime e serve a sua volta per alimentare la crescita di nuova vegetazione.

Questo è in generale il principio del compostaggio, dove ogni scarto viene destinato ad apportare benefici alla natura anziché contribuire alla sua distruzione. Pensiamo alle piantine di verdure che abbiamo nell’orto per capire quale differenza possa fare un impianto di compostaggio rispetto alla gestione degli scarti che siamo abituati a fare. Una volta raccolti i prodotti le foglie e la pianta stessa vengono eliminati: nel primo caso vanno ad alimentare il compost, mentre nel secondo finiscono nel cassonetto per essere poi gestiti in discarica.

Ma se scegliamo di gestirli attraverso un impianto di compostaggio domestico, quelle stesse piantine si trasformeranno in prezioso terriccio e concime naturale per le nostre coltivazioni future, facendoci così risparmiare dei soldi (non dovremmo acquistare concimi chimici) ed apportando grossi benefici alla nostra salute (il nutrimento che daremo alle verdure destinate alla nostra tavola sarà esclusivamente dato da un concime naturale).

Come avviene il compostaggio domestico?

Vediamo ora come avviene il compostaggio domestico, ovvero come fanno i nostri residui organici a trasformarsi in prezioso terriccio.

Ogni compostiera domestica ha bisogno di tre elementi:

  • uno spazio apposito
  • rifiuti organici
  • aria

Dove inserire la compostiera domestica

Coloro che hanno a disposizione un giardino possono tranquillamente riservare un piccolo angolo al cumulo all’aria aperta (soluzione che rispecchia molto da vicino tutto ciò che avviene naturalmente nel ciclo di decomposizione). In alternativa vi sono appositi contenitori che possono essere in legno, in plastica o in rete metallica, alcuni dei quali provvisti anche di apposita manovella per poter rimescolare il contenuto.

Non occorrono grandi spazi: alcuni contenitori per compost sono provvisti di tre diversi corpi (uno provvisto di coperchio in cui inserire i residui organici, uno centrale di fermentazione e uno da cui è possibile prelevare il terriccio), occupano pochissimo spazio e sono anche gradevoli esteticamente.

Per renderli ancor più belli poi, potresti addirittura organizzare con i tuoi figli un pomeriggio di laboratorio artistico, dedicandoti con loro alla pittura di faccine sorridenti o di piccoli fiori stilizzati sul contenitore: un modo originale per rendere più gradevoli i tuoi contenitori per il compost e per far comprendere ai tuoi figli che gli scarti non sono qualcosa di brutto e sporco ma un bene prezioso da gestire con cura.

Se invece sceglierai il cumulo all’aria aperta ricorda di alternare sempre strati di rifiuti umidi ad altri di materiale secco, per tenere sempre sotto controllo temperatura ed umidità ed assicurarti un’attività microbica perfetta. Un segnale che vi è umidità scarsa arriva dal livello dei rifiuti, che non tende ad abbassarsi come invece dovrebbe: un livello di umidità scarso non fa partire la decomposizione, in questo caso ti basterà innaffiarlo a giorni alterni, provvedendo anche a girarlo un po’.

Se viceversa il livello di umidità è troppo alto il mucchio tende a puzzare. In questo caso aiutati con dei bastoni e pratica un buco al centro, proseguendo poi con dei fori laterali che si collegano a quello centrale (come una galleria). In questo modo riuscirai a ristabilire una corretta circolazione dell’aria.

Quali rifiuti posso inserire nella compostiera?

A questo punto si rende necessaria una precisazione: non tutti i rifiuti organici sono adatti: ve ne sono alcuni che possiamo tranquillamente inserire nella nostra compostiera, altri da inserire con parsimonia ed altri che invece dovremmo evitare. La prima regola ovviamente è quella di utilizzare solo materiali organici non cotti.

Possiamo tranquillamente inserire all’interno della compostiera domestica:

  • residui della pulizia delle verdure, bucce e foglie
  • fondi di caffè e tè
  • gusci d’uovo
  • scarti dell’orto e del giardino (sfalci d’erbe, potature, eccetera)
  • carta non patinata, legno, segatura e trucioli purché non derivanti da legni trattati

Dovremmo invece prestare attenzione a non inserire troppo:

  • pane secco
  • avanzi di cibo di origine animale
  • cibi cotti (attirerebbero insetti ed animali)
  • agrumi (una presenza massiccia di agrumi renderebbe il terreno eccessivamente acido)

Tra le cose che invece non dovremmo mai inserire all’interno della cassetta per il compost vi sono:

  • tessuti
  • vernici e prodotti chimici
  • carta patinata (come quella delle riviste)
  • residui di piante trattate con pesticidi
  • legno verniciato
  • cenere di sigaretta

Perché il compost ha bisogno di aria?

L’aria è una componente fondamentale nel processo di fermentazione, non a caso si dice che un buon compostaggio avviene sempre in ambiente aerobico. I batteri responsabili della decomposizione delle sostanze organiche sono batteri aerobi e per poter vivere e portare avanti il loro lavoro prezioso hanno bisogno di aria.

Se creiamo un ambiente privo di aria, o con una quantità insufficiente di ossigeno, il nostro impianto di compostaggio domestico porterà avanti un processo di fermentazione errato producendo odori sgradevoli. Quali sono i segnali che ci indicano che stiamo procedendo nella direzione corretta? Ricordate sempre che un buon compost non puzza e che saprà regalare al vostro orto o giardino un nutrimento prezioso in cambio di qualcosa che altrimenti sarebbe destinato a creare problemi per la salute di tutti e per il pianeta!