Quanto costa rifare un impianto idraulico

Tra i lavori di ristrutturazione di un’abitazione che spesso si rendono necessari rientrano quelli relativi all’impianto idraulico. Per rifare un impianto idraulico senza temere di dover intervenire nuovamente a distanza di breve tempo la scelta migliore è affidarsi a dei professionisti.

Prima di assegnare il lavoro ad un gruppo di esperti è utile informarsi sulle caratteristiche del lavoro che è necessario fare ed anche sui costi di un impianto idraulico. Inoltre, è bene affidarsi ad aziende esperte del settore come Costo ristrutturazione casa per avere la certezza di un lavoro eseguito con cura e con un rapporto qualità – prezzo vantaggioso.

Com’è fatto un impianto idraulico

Se non si è degli esperti del settore è normale non sapere com’è fatto un impianto idraulico. Ai clienti non viene chiesto ovviamente di conoscere tutto nei minimi dettagli, ma essere informati sulle principali caratteristiche degli impianti idraulici può tornare utile, anche se non ci si occuperà in prima persona dei lavori di rifacimento.

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L’impianto idraulico è composto da diversi elementi, che insieme contribuiscono alla gestione dell’acqua all’interno dell’edificio, dalla fornitura dell’acqua al suo smaltimento. L’impianto inizia con il contatore, dal quale parte il tubo di adduzione. È presente poi una chiave d’arresto, la quale può essere utilizzata in caso di emergenza per chiudere l’impianto se dovessero esserci dei guasti.

L’impianto a questo punto segue due differenti vie: la prima è quella che è diretta alla caldaia, in modo da avere acqua calda al bisogno, mentre la seconda è quella che va direttamente ai terminali e che trasporta acqua fredda. Nella caldaia l’acqua viene riscaldata e viene poi distribuita attraverso due strade, una diretta all’impianto di riscaldamento e l’altra diretta ai terminali.

Tipologie di impianti idraulici

Esistono due differenti tipologie di impianti idraulici. È fondamentale conoscere a quale categoria appartiene il proprio impianto, perché saranno diverse le operazioni da compiere in caso di guasti o di rifacimento dell’impianto.

La prima tipologia è l’impianto in derivazione, che rappresenta al momento la tipologia più diffusa in Italia. In questo caso gli apparecchi sanitari sono tutti collegati in serie alla rete di distribuzione dell’acqua e ciò porta a due conseguenze: durante la manutenzione è necessario bloccare l’intero impianto non potendo individuare la singola utenza, inoltre se si utilizzano contemporaneamente più terminali è normale osservare una riduzione della pressione dell’acqua.

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La seconda tipologia è l’impianto a collettore, che dispone di un collettore dal quale partono diverse vie che raggiungono i singoli apparecchi sanitari. Il vantaggio è che ogni apparecchio è servito da un unico tubo, dunque durante la manutenzione non si dovrà chiudere l’intero impianto, basterà interrompere la singola utenza. A differenza dell’impianto in derivazione, in quello a collettore si hanno esclusivamente giunzioni fuori traccia.

Sistemi di smaltimento delle acque di scarico

Esistono anche due sistemi di smaltimento delle acque di scarico, con caratteristiche differenti. Il sistema a tubo singolo prevede che non ci sia una separazione tra le acque nere e le acque bianche, mentre questa separazione è garantita nel sistema a doppio tubo.

Lo scarico a doppio tubo rappresenta la soluzione migliore dal punto di vista igienico, perché non ci sarà alcun contatto tra le acque bianche e le acque nere. Lo scarico a tubo singolo è invece la soluzione che viene generalmente utilizzata nei grandi edifici e nei condomini, dove è normale che ci sia la sovrapposizione tra le cucine ed i bagni dei diversi appartamenti, rendendo necessario l’impiego di un unico tubo di scarico.

Normativa degli impianti idraulici

Per un rifacimento del proprio impianto idraulico che rispetti tutte le regole in vigore è necessario conoscere la normativa degli impianti idraulici. Per iniziare i lavori di ristrutturazione il professionista che ha ricevuto l’incarico è obbligato a fare la denuncia di inizio attività, indicando anche quali sono le sue competenze e quali sono i lavori che ha l’autorizzazione a svolgere.

Sono stabiliti alcuni requisiti per le imprese che operano in questo settore ed anche per i professionisti che intendono offrire il loro servizio. Non basta quindi presentare la denuncia di inizio attività, ma bisogna anche accertarsi che le persone alle quali ci si è affidati possano effettivamente svolgere questo compito.

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Ecobonus per impianto idraulico

Per il rifacimento del proprio impianto è possibile usufruire dell’ecobonus per il rifacimento dell’impianto idraulico che rientra in uno di quegli interventi che vengono definiti di “manutenzione straordinaria”. Il bonus valido per l’anno 2020 prevede una detrazione del 50% per una spesa massima di 96.000€, che sarà suddivisa in dieci rate annuali scalate direttamente dalle imposte che il cittadino dovrà versare. I cittadini potranno quindi recuperare il 50% della spesa semplicemente seguendo le indicazioni per usufruire del bonus e presentando la specifica richiesta per ottenere questo vantaggioso beneficio economico.

Grazie all’ecobonus valido per la sostituzione dell’impianto idraulico questo lavoro di ristrutturazione diventerà più vantaggioso e contribuirà a far crescere il valore della casa, molto utile soprattutto per coloro che hanno intenzione di vendere la proprietà nel breve periodo, ma anche per chi ha appena acquistato casa e necessita di rifare gli impianti principali.

Quanto costa rifare un impianto idraulico

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